Lago di Carezza, fra magia e leggenda. Ecco perché amiamo viaggiare

Ciao viaggiatori, oggi vi parliamo del Lago di Carezza.

Lago di Carezza

Ci siamo imbattuti in questa meraviglia della natura per caso e per fortuna, mentre percorrevamo la strada statale 241 (strada statale della Val d’Ega) che porta in Val di Fassa.

Il lago non era una tappa del nostro itinerario e scoprirlo così, in maniera fortuita, l’ha reso, ai nostri occhi, ancora più bello di quanto già non sia.

Sono questi episodi a farci rendere conto di quanto sia bello viaggiare. Partire, scoprire, partire e ritrovarci davanti a qualcosa che ci faccia esclamare “wow”.

Il Lago di Carezza per noi è stato un “wow”. Grazie Madre Natura!!!

Lago di Carezza

Il Lago dell’Arcobaleno

Si tratta di uno dei laghi più belli dell’Alto Adige, circondato da splendidi boschi di conifere. L’acqua ha un colore verde smeraldo ed è impreziosita dai riflessi della luce del sole che vi si riflettono; per tale motivo è conosciuto anche con il nome di “Lago dell’Arcobaleno”.

Nelle sue acque cristalline si specchiano le due cime dolomitiche del Catinaccio e del Latemar.

Le sorgenti sotterranee

Il lago è alimentato da sorgenti sotterranee, quindi, sia la profondità che l’estensione variano a seconda della stagione: in primavera raggiunge la sua massima espansione, d’inverno, al contrario, è completamente ghiacciato.

Il sentiero intorno al lago

Intorno al lago si sviluppa un sentiero circolare con spiazzi e punti panoramici strategici, perfetti per scattare delle splendide fotografie.

Tuttavia, le rive del lago non sono accessibili, essendo presente una recinzione in legno che impedisce di avvicinarsi alle sue sponde.

La leggenda

E, se il lago è già di suo affascinante, un pizzico di magia in più viene aggiunto dalla splendida leggenda che proprio in queste acque è ambientata.

La leggenda racconta che una sirenetta, di nome Ondina, viveva nel Lago di Carezza e di lei si innamorò lo stregone di Masarè.

Per conquistarla usò tutti i suoi poteri ma non ci riuscì.

Così, chiese aiuto alla strega Langwerda, la quale gli consigliò di travestirsi da venditore di gioielli e di creare, con questi, un arcobaleno dal Catinaccio al Latemar, e di recarsi, poi, al lago per attirare la sirenetta a sé.

Ma… dimenticò di travestirsi e così Ondina si accorse della presenza del mago e si immerse nelle acque del lago. Da quel momento non fu più vista da nessuno.

Lo stregone, distrutto e infuriato, distrusse l’arcobaleno di gemme preziose e le gettò nel lago.

Lago di Carezza

Per tale motivo, ancora oggi il Lago di Carezza brilla di tutti i colori dell’arcobaleno.


Il consiglio che vogliamo darvi è quello di viaggiare. Non importa quanto vicino o lontano andiate. Viaggiate. Andate a scoprire le bellezze del nostro pianeta perché niente è più appagante della scoperta.

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