Cosa vedere a Cusco
Cusco, situata a 3.400 metri sul livello del mare, è l’antica capitale dell’impero Inca e un affascinante mix di storia, cultura e vita moderna. Passeggiando per le sue strade acciottolate si percepisce la stratificazione di due mondi: l’antica civiltà Inca, infatti, si fonde con gli eleganti palazzi coloniali costruiti dai conquistatori spagnoli. È una città vibrante, ricca di mercati, ristoranti e caffè, dove la cultura andina si mescola armoniosamente con le influenze europee.
Cusco è anche il punto di partenza ideale per esplorare la Valle Sacra e raggiungere Machu Picchu, rendendola tappa imprescindibile di ogni itinerario di viaggio in Perù.
Partiti da Arequipa, arriviamo a Cusco alle 7:40 del mattino. All’uscita dall’autostazione ci attende un taxi che ci porterà in hotel per 25 soles (circa 7 €). Il nostro alloggio per i prossimi giorni sarà La Posada del Viajero.
Consiglio: usa Uber, è sicuro e molto più economico.
Ci rechiamo subito ad acquistare presso lo Sportello Centrale (Av. El Sol 103, Gallerie Turistiche) il Boleto Turístico Integral (BTCI), che costa 130 soles. Il BTCI serve sia per visitare i musei e i siti archeologici di Cusco città, ma anche per accedere ai principali luoghi della Valle Sacra, come Pisac, Ollantaytambo, Chinchero, Maras e Moray. Successivamente, passiamo a prendere i biglietti Consettur (quelli per la navetta che porta a Machu Picchu).
Per non perdere tempo, ti consiglio di acquistare il Boleto Turistico online e di fartelo consegnare in hotel al momento dell’arrivo.
Cosa vedere a Cusco – Giorno 1
Plaza de Armas
Cuore pulsante di Cusco, Plaza de Armas è il luogo dove la cultura andina incontra l’influenza occidentale. Qui abitanti e viaggiatori si mescolano, seduti sulle panchine o passeggiando tra i porticati, osservando la vita cittadina che scorre lenta e vivace allo stesso tempo.
Plaza de Armas è anche simbolo di storia e resistenza: qui, alla fine del XVIII secolo, fu giustiziato Tupac Amaru II, condottiero inca che guidò la ribellione contro i colonizzatori spagnoli. La piazza sorge sul sito della Huacaypata, la piazza centrale Inca, e i coloni spagnoli costruirono attorno portici e edifici che hanno modificato il suo aspetto originale, creando l’atmosfera che ammiriamo oggi.
Ai lati della piazza si affacciano antichi palazzi coloniali e le due chiese principali della città: la Cattedrale e la Iglesia de la Compañía. Ammira i balconi intagliati in legno e perditi tra le viette che si snodano oltre la piazza per immergerti nell’atmosfera di Cusco.
Cattedrale di Cusco
La Cattedrale è costruita sulle rovine di un antico tempio Inca e combina stili barocco e rinascimentale. Al suo interno si possono ammirare elaborate cappelle dorate, dipinti della scuola cusqueña, tra cui l’Ultima Cena di Marcos Zapata e opere che rappresentano la Pachamama. Troverete anche il più antico dipinto di Cusco, che raffigura la città durante il terremoto del 1650.
Iglesia de la Compañía
Costruita sull’antico palazzo di Huayna Capac, l’ultimo imperatore inca, la Chiesa stupisce con la facciata barocca e l’altare più grande del Perù. All’interno è possibile salire al coro per ammirarla dall’alto e osservare dettagli architettonici unici.
Pranzo
Ofrenda Peruvian Healthy Food
Calle de las 7 Culebras
Dopo pranzo ci dirigiamo verso una delle strade più suggestive di Cusco, nota come “strada dei sette serpenti”. Qui si trovano sette coppie di serpenti scolpite lungo le pareti, un richiamo al numero sacro che ricorre anche in altre vie come Calle de Siete Ventanas, Siete Cuartones e Siete Angelitos.
Pietra dei 12 Angoli
Su calle Hatum Rumiyuc, nei pressi del quartiere San Blas, si trova la famosa pietra inca a 12 angoli, un capolavoro inca che testimonia l’incredibile maestria di un popolo che riusciva a trasportare e lavorare enormi blocchi di pietra con precisione millimetrica. È celebre anche per essere il logo della birra Cusqueña.
Barrio de San Blas
Il pomeriggio lo abbiamo dedicato al pittoresco quartiere artistico di San Blas, caratterizzato da stradine acciottolate e scorci suggestivi. Qui, gli artigiani locali espongono i loro lavori. Il quartiere si sviluppa intorno alla Plaza de San Blas, da cui si può raggiungere il mirador de San Blas con una vista panoramica sulla città.
Mercato di San Blas
Non è un mercato turistico “da cartolina”: qui si respira l’autenticità del quartiere, tra banchi di frutta e verdura fresca, erbe medicinali, spezie e prodotti tipici delle montagne andine. Ma il mercato non è solo cibo: artigiani locali espongono tessuti in alpaca, gioielli fatti a mano, ceramiche e piccoli souvenir unici, perfetti per portare a casa un pezzo di Cusco.
È il posto ideale per osservare le tecniche tradizionali di tessitura o le abilità dei gioiellieri che lavorano davanti ai visitatori, raccontando storie di un’arte tramandata di generazione in generazione.
Carmen Alto e Carmen Bajo
Due vie ideali per lo shopping di prodotti tipici in alpaca. Qui non troverete grandi catene commerciali, ma piccole botteghe con articoli unici: coperte, maglioni e souvenir perfetti da portare a casa.
Cena da Pachapapa.
Cosa vedere a Cusco – Giorno 2
La giornata di oggi la dedichiamo all’esplorazione di Pisac, Awanacancha e Ccochahuasi, per poi rientrare a Cusco nel pomeriggio.
Iniziamo questo tour molto presto: alle 7:30 siamo già in macchina con il nostro driver, pronti a lasciare Cusco e immergerci nella magia della Valle Sacra degli Incas. La strada per Pisac è già uno spettacolo: vallate verdi, montagne che si innalzano imponenti e, in lontananza, le vette innevate del Nevado Veronica ci accompagnano mentre ci avviciniamo alla destinazione.
Arriviamo a Pisac, situata a 2.972 metri sul livello del mare, dopo circa un’ora di viaggio. Scarpe comode, crema solare e acqua sono indispensabili: qui si cammina parecchio.
Prima di visitare le rovine, facciamo un giro tra le bancarelle del mercato tradizionale. È un vero labirinto di vicoletti, un’esplosione di colori e profumi, dove ogni angolo rivela ceramiche, tessuti, gioielli e oggetti artigianali unici. Qui l’arte del baratto è ancora viva: contrattare è parte del divertimento e aggiunge autenticità all’esperienza.
Le Rovine di Pisac, a 3.347 metri di altitudine, sono divise in quattro settori principali.
Raggiungendo l’antica cittadella di Pisac, ci si apre davanti uno spettacolo mozzafiato: i terrazzamenti agricoli si estendono a perdita d’occhio lungo la valle, creati con una precisione incredibile dagli Inca per coltivare mais, patate e altri prodotti anche sui pendii più ripidi. La cittadella si sviluppa su un altopiano circondato da ripide scogliere, un luogo strategico che univa funzioni cerimoniali, difensive e amministrative.
Salendo tra i sentieri scoscesi, si raggiunge il centro cerimoniale, dove si trovano templi e altari: ogni pietra sembra raccontare la storia di un popolo profondamente legato al sole e alla terra. Proseguendo lungo i percorsi, si incontrano i blocchi chiamati Intihuatana, il celebre orologio solare, e Q’allaqasa, la vera cittadella costruita su uno sperone roccioso che domina la valle. Qui il panorama è impareggiabile: la vista spazia sulle montagne circostanti, alcune ancora innevate, e sulla vallata sottostante, permettendo di capire perché questo fosse un luogo così importante per gli Inca.
Ogni angolo della cittadella è un invito a esplorare, dalle terrazze agricole ai templi, fino ai punti panoramici di Kinchiracay, dove ci si può fermare a contemplare la valle, respirando l’aria sottile e pura delle Ande. La sensazione è quella di camminare in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, immersi nella storia e nella spiritualità della Valle Sacra.
È fondamentale visitare questo luogo con una guida, altrimenti si rischia di perdersi tra le rovine senza capire cosa si sta realmente visitando e il significato storico e spirituale di ogni sito.
Le guide si trovano appena davanti l’ingresso.
Awanacancha
Dopo aver esplorato Pisac, ci dirigiamo verso Awanacancha (ingresso gratuito), un piccolo ma affascinante centro dedicato agli animali da fibra: alpaca, lama, vigogne e guanachi. Appena entrati, veniamo accolti da questi animali gentili e curiosi, che si avvicinano senza timore. La visita è molto più di un semplice incontro con gli animali: una guida locale ci spiega il processo di lavorazione della lana, dalla tosatura alla filatura fino alla creazione di tessuti e capi finiti.
È incredibile scoprire quanto lavoro e passione ci siano dietro a ogni maglione o sciarpa in alpaca. La guida ci mostra anche la differenza tra le varie lane: la vigogna, sottilissima e preziosissima, è considerata la regina delle fibre peruviane, e gran parte di essa viene spedita in Italia per essere lavorata. Passeggiare tra gli animali e accarezzare le loro morbide lane è un’esperienza rilassante e davvero indimenticabile.
Ccochahuasi
Subito dopo, ci spostiamo a Ccochahuasi, un centro di recupero per animali andini, situato in un contesto naturale spettacolare. Il centro non è solo un’ attrazione turistica e per tale motivo, si paga un piccolo biglietto di ingresso che contribuisce a sostenere la conservazione degli animali e il lavoro educativo e sociale dei centri, aiutando la comunità locale e la tutela delle specie autoctone.
Qui possiamo osservare da vicino molti animali, tra i quali condor, puma, orsi, alpaca e lama, e imparare come vengono protetti e curati. La struttura è anche educativa: la guida ci racconta aneddoti e curiosità sulla fauna locale, spiegando l’importanza della conservazione e della protezione delle specie native delle Ande. È un luogo perfetto per famiglie, appassionati di natura e per chi vuole approfondire la conoscenza degli animali che popolano le montagne del Perù.
Tornati in città, facciamo tappa per un tardo pranzo, più merenda ormai, da Organika, un locale moderno e accogliente dove ci concediamo piatti freschi e salutari, perfetti per ricaricare le energie dopo la mattinata di esplorazioni.
Qorikancha e il Museo del sito di Qorikancha
Nel pomeriggio, visitiamo il Qorikancha e il Museo del sito di Qorikancha, un luogo che racconta l’incontro tra la cultura inca e quella spagnola. Costruito per onorare Inti, il Dio Sole, il tempio era originariamente ricoperto d’oro e ornamenti preziosi. Dopo la conquista, i dominicani costruirono il Monastero di Santo Domingo sulle sue fondamenta, creando un contrasto architettonico affascinante. Passeggiare tra le mura di Qorikancha è come leggere una storia di sovrapposizioni culturali, di potere e spiritualità.
Infine, facciamo un giro lungo Avenida El Sol, cuore pulsante di Cusco. Qui, tra negozi di artigianato, tessuti, gioielli e boutique, possiamo ammirare la maestria degli artigiani locali e trovare souvenir unici.
Cosa vedere a Cusco – Giorno 3
Ci siamo svegliati presto, pronti per un’intera giornata nella Valle Sacra degli Incas e con destinazione finale la stazione di Ollantaytambo da dove prenderemo il treno per Aguas Calientes: il piccolo paese situato ai piedi di Machu Picchu, conosciuto anche come Machu Picchu Pueblo.
Le tappe di questa giornata sono state: Chinchero e il suo mercato autentico, le spettacolari Salineras di Maras, i terrazzamenti circolari di Moray e la maestosa Ollantaytambo.
Se vuoi contenere le spese, puoi optare per un tour guidato condiviso: una soluzione pratica ed economica. Ti suggerisco questo tour, perfetto per chi desidera vivere l’esperienza in totale tranquillità, senza dover pensare all’organizzazione.
👉 Per scoprire nel dettaglio la nostra esperienza e i consigli pratici, puoi leggere Valle Sacra cosa vedere e itinerario consigliato
Cosa vedere a Cusco – Giorno 4
La giornata è interamente dedicata all’esplorazione di Machu Picchu, uno dei siti archeologici più affascinanti al mondo. Dopo aver ammirato l’alba sulla cittadella Inca, ci muoviamo tra templi, terrazze e punti panoramici fino al pomeriggio, quando rientriamo ad Aguas Calientes e successivamente a Cusco in treno.
👉 Per scoprire nel dettaglio la nostra esperienza e i consigli pratici, puoi leggere l’articolo dedicato a Machu Picchu.
Cosa vedere a Cusco – Giorno 5
Sacsayhuamán
La giornata è iniziata con la visita a Sacsayhuamán, il cui nome significa “falco soddisfatto”. Questo sito archeologico, costruito tra il 1438 e il 1500 sotto il dominio dell’Imperatore Inca Pachacutec, è uno dei luoghi più misteriosi del Perù. Le sue enormi mura, composte da blocchi di pietra tra le 100 e le 300 tonnellate incastrati con precisione millimetrica, continuano a lasciare senza parole chiunque le osservi.
Situato su un’alta collina sopra Cusco, il sito offre anche una vista spettacolare sulla città e rappresenta un pezzo fondamentale della storia precolombiana e del Perù contemporaneo.
Un’area particolarmente curiosa di Sacsayhuamán è quella dei cosiddetti scivoli di pietra. Si tratta di grandi rocce levigate naturalmente, che nel tempo sono diventate una sorta di attrazione per i visitatori: qui, infatti, è possibile scivolare proprio come su uno scivolo moderno. Non si conosce con certezza la loro funzione originaria, anche se alcuni ipotizzano un legame con rituali o con il passaggio dell’acqua. Oggi rappresentano un momento di svago all’interno del sito, molto apprezzato sia dai bambini che dagli adulti, che possono divertirsi a provare questa esperienza insolita nel cuore delle antiche rovine incaiche.
Raggiungere Sacsayhuamán è semplice: si può salire in taxi o con una breve passeggiata a piedi dal centro di Cusco. L’ingresso è incluso nel Boleto Turístico.
Per pranzo ci siamo fermati da Kusykaya Peruvian Craft Food, un locale accogliente dove abbiamo provato piatti della cucina locale preparati con cura. È stata una pausa piacevole e gustosa, perfetta per recuperare energie prima di riprendere le esplorazioni.
Mercado de San Pedro
Dopo aver esplorato le antiche mura, ci siamo diretti a vedere il Mercado de San Pedro di Cusco, uno dei migliori del Perù e rappresenta il luogo perfetto per immergersi nella vita quotidiana e nella cultura cusqueña.
Tra corridoi colorati, abbiamo trovato stoffe, oggetti artigianali, frutta e verdura fresca. Passeggiare tra le bancarelle e osservare l’energia del mercato è stata un’esperienza affascinante e autentica.
Dopo il mercato abbiamo fatto merenda al Cappuccino Cusco Cafe & Work.
Tardo pomeriggio: San Blas, il quartiere bohemien
Prima di cena, abbiamo fatto nuovamente un giro nel quartiere di San Blas. È stato il modo ideale per rilassarsi e assaporare la vita quotidiana di Cusco prima di concludere la giornata con una buonissima pizza da asporto acquistata da Organika. Il motivo? Dovevamo andare a letto presto, perché alle 3 del mattino ci sarebbero venuti a prendere per il tour a Vinicunca.
Cosa vedere a Cusco – Giorno 6
La giornata è dedicata all’escursione a Vinicunca, conosciuta come la Montagna Arcobaleno, uno dei paesaggi naturali più spettacolari del Perù.
👉 Per dettagli sull’itinerario, i consigli pratici e come organizzare l’escursione, puoi leggere l’articolo dedicato a Vinicunca.
Quanti giorni stare a Cusco?
Decidere quanti giorni dedicare a Cusco dipende molto dal ritmo di viaggio, dal cosa si vuole vedere, e dalle esperienze che si vogliono vivere. In linea generale, il minimo consigliato è di 4 giorni: uno per scoprire la città, uno per la Valle Sacra degli Incas, uno per visitare Machu Picchu e uno per l’escursione alla spettacolare Montagna Arcobaleno (Vinicunca o Palccoyo).
Tuttavia, organizzare il viaggio con un ritmo così serrato non è l’ideale. È sempre meglio aggiungere almeno un giorno extra per acclimatarsi ai 3.400 metri di altitudine, così da evitare malesseri e godersi appieno l’esperienza.
Con più tempo a disposizione, Cusco diventa anche la base perfetta per raggiungere la suggestiva laguna Humantay, che si conquista solo con un trekking impegnativo ma ricco di panorami indimenticabili.
Cosa mangiare a Cusco
- Cuy al horno o chactado → il tipico porcellino d’India arrostito o fritto.
- Chiriuchu → piatto festivo a base di carne, pesce essiccato, formaggio e alghe.
- Sopa de Quinua → zuppa calda e nutriente con la tipica quinoa andina.
- Adobo cusqueño → stufato di maiale marinato, speziato con rocoto e chicha.
- Pachamanca → carne, patate e verdure cotte sotto terra con pietre calde.
- Mate de coca → infuso di foglie di coca, utile contro il mal di montagna.
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